LINGUAGGI DELLE ARTI: RICERCARE

Incontri interdisciplinari

a cura di Enrico Bellei e Sonia Cavicchioli

con la collaborazione di Adriana Orlandi (Università di Modena e Reggio Emilia)

e dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti

Tutti gli incontri si tengono presso l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti (ASLA)

(Corso Vittorio Emanuele II, 59 – MODENA)


Venerdì 15 ottobre, ore 16.30 – ASLA

VITA E OPERE DI BELLEROFONTE CASTALDI

LIUTISTA MODENESE (1581-1649 ca.)

Presentazione del volume Ludebat Bellerofontes, edito da PuntOorg

con Paola Ventrella e la sua tiorba

 

Paola Ventrella ha dedicato un volume a Bellerofonte Castaldi, figura poliedrica, controversa e anticoformista del Seicento. Il racconto intreccia la vita e le opere del poco noto musicista parlando di Musica, di Poesia, di Filosofia, di Storia, e soprattutto di Libertà. Bellerofonte, pur costretto a periodi di esilio dalla sua città di origine, manifesterà sempre un forte attaccamento a Modena. Ammiratore e conoscente di Monteverdi, in modo poco esibito rappresenta un artista il cui eclettismo dimostra versatilità, acume e genialità. In questa occasione Paola Ventrella offrirà alcuni brani del Castaldi compositore.

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Giovedì 21 ottobre, ore 16.30 – ASLA

MELANCOLIA:

STORIA DI UNO STATO D’ANIMO

con Paola Bigini e Marco Venuta

Màt Settimana della salute mentale

 

Melancolia, accidia, male di vivere, male oscuro, depressione. Tante sono definizioni che si sono susseguite nel corso dei secoli e che hanno cercato di definire quel malessere, tutto interiore, che pervade l’uomo portandolo a porsi domande sul senso della propria vita. Già Omero descrive in pochi versi gli atteggiamenti che, ancor oggi, caratterizzano questo stato d’animo: irrequietezza, tristezza profonda, disperazione, delirio, furore. Una vera e propria affezione dell’anima che può condurre al suicidio. I testi di medicina ci hanno trasmesso numerosi casi di pazienti che soffrivano d ciò che oggi chiamiamo sindromi depressive. Scopriremo come nel corso del tempo il ruolo ed il significato di tale affezione siano cambiati e quali mutamenti abbia apportato nel rapporto tra l’uomo ed il proprio Io. Verrà inoltre esposto un caso clinico.

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Venerdì 22 ottobre, ore 16.30 – ASLA

GLI SPAZI SONORI PERDUTI:

L’ORATORIO MUSICALE A MODENA

con Matteo Giannelli (Università di Roma Tor Vergata)

 

Durante il ducato di Francesco II d’Este (1674-1694) furono eseguiti a Modena ben 87 oratorii, un unicum nel panorama europeo coevo. Questi venivano composti dai migliori autori attivi nei principali centri musicali italiani, come Roma, Venezia e Bologna. Inoltre, l’esecuzione degli oratorii era affidata alla ricca cappella ducale – nel 1689 raggiunse i 29 membri, tra cantanti e strumentisti –, affiancata anche da virtuosi esterni.

Dopo una breve introduzione sulle caratteristiche del genere oratoriale, in quest’incontro si affronteranno le peculiarità e lo sviluppo di questo genere alla corte estense. Verrà presentato il principale luogo di esecuzione degli oratorii, i diversi stili compositivi e gli interpreti, anche esterni alla cappella, che arricchivano la Quaresima di Francesco II d’Este. Tutto ciò è possibile grazie all’incrocio di informazioni tratte da documenti eterogenei della corte ducale, conservati presso l’Archivio di Stato di Modena, con le partiture conservate presso la Biblioteca Estense Universitaria.

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Venerdì 5 Novembre, ore 16.30 – ASLA

TU BLANCA FRENTE EL LILIO BELLO:

ALLA RICERCA DI UNA RIMA

Riscrivere un capolavoro della poesia spagnola

con Valerio Nardoni (Università di Modena e Reggio Emilia)

 

L’incontro è incentrato sulla lettura in lingua originale e in traduzione italiana di un celeberrimo sonetto di Luis de Góngora (Mientras por competir con tu cabello), massimo ingegno poetico del barocco spagnolo. Il testo, articolato attorno al tema del carpe diem è considerato tra i capolavori assoluti della lirica spagnola di sempre ed ha per questo motivo ricevuto molteplici traduzioni nella nostra lingua, fra cui quella di Giuseppe Ungaretti. La brevità del testo permetterà un confronto sintetico ma completo delle varie traduzioni, che in filigrana offriranno importanti spunti di lettura del testo originale, la cui anima più profonda resta senza dubbio l’inarrivabile musicalità a cui tutti i traduttori devono – bilanciando bene le proprie scelte – cedere il passo. Non importa conoscere lo spagnolo per partecipare all’incontro perché, una volta approntata una traduzione letterale, ognuno sarà in grado di formulare le proprie proposte e suggestioni per un dialogo partecipato sulla traduzione letteraria come necessaria riscrittura.

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Venerdì 12 novembre, ore 16.30 – ASLA

CARLO AMBROGIO LONATI (1645 ca.-1715):

ROMA, MODENA E L’EUROPA

Profilo musicale del cantante, violinista e compositore

con Federico Lanzellotti (Università di Bologna)

 

Figura poliedrica e per certi versi misteriosa, C. A. Lonati fu attivo nella seconda metà del Seicento nelle maggiori piazze musicali italiane ed europee. Definito da Francesco Maria Veracini il «primo lume de’ violinisti» (Il trionfo della pratica musicale, ms., c.1760), si affermò inoltre come cantante specializzato nell’interpretazione di parti comiche corredate da esecuzioni violinistiche in scena e come compositore a tutto tondo.

Legato alla regina Cristina di Svezia a Roma negli anni ’70 del secolo, Lonati entrò in contatto con la corte ducale di Modena prima del 1686, anno in cui scrisse per Francesco II d’Este un’opera e un oratorio. È possibile che Lonati sia stato particolarmente apprezzato dal duca, il quale arricchì la sua collezione musicale di numerose composizioni lonatiane, oggi confluite nei fondi storici della Biblioteca Estense di Modena. Tra di esse si evidenziano quelle relative alle sonate per violino, che non solo raccontano un episodio centrale dell’intrigante diffusione europea della musica di Lonati, ma offrono una summa delle problematiche che lo studioso odierno affronta nello studio della musica strumentale del tardo Seicento italiano.

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Venerdì 19 novembre, ore 16.30 – ASLA

LA NATURA E GLI UMANI:

LE SFIDE E LE OPPORTUNITÀ DELLA SOSTENIBILITÀ

con Ulpiana Kocollari (Università di Modena e Reggio Emilia)

Le conseguenze devastanti dell’agire umano sulla natura e sulla società in tutto il mondo stanno venendo chiaramente alla luce. Con la previsione di una crescita della popolazione, la salute della natura è sotto pressione a causa delle tendenze al rialzo dei consumi e dello sviluppo economico in tutto il mondo. Stiamo vivendo una nuova realtà modificata dal Covid-19, e mentre c’è un bisogno immediato e urgente di concentrarsi sulla crisi attuale, abbiamo anche l’opportunità di osservare e interpretare ciò che è già cambiato. Questi cambiamenti richiedono una nuova visione del futuro che possiamo creare riunendo aziende, istituzioni e la cittadinanza per plasmare una società e un’economia sostenibile. La resilienza assumerà inevitabilmente un ruolo fondamentale per la sostenibilità e il ripristino della natura sarà alla base di questi processi. In questa nuova concezione dello sviluppo, forse nei prossimi anni la natura inizierà a essere al centro dell’agire umano. Il contributo delle aziende a costruire questo futuro dovrebbe fondarsi su un modello di sviluppo sostenibile pienamente integrato nel loro DNA e nel agire delle loro persone.

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Venerdì 3 dicembre, ore 16.30 – ASLA

UN DUCA ALLA RICERCA DI REPUTAZIONE

CESARE I D’ESTE E LA SUA RETE DIPLOMATICA (1598-1628)

con Laura Turchi (Università di Modena e Reggio Emilia)

Cesare I – Da Muratori in poi – è passato alla storia come un duca sostanzialmente inadatto a rivestire la propria carica. A suo malgrado, nel 1598, fu posto alla guida di un nuovo stato, il ducato di Modena, che affrontava un esordio difficilissimo dopo lo spostamento della capitale da Ferrara a Modena. Il duca, giudicato anche dai suoi contemporanei un principe più inatteso che nuovo, cercò costantemente, tramite la propria rete diplomatica, di consolidare la propria reputazione personale e dinastica presso le corti d’Europa. Si destreggiò fra neutralità e ambigua contrattazione con la monarchia di Spagna, alla quale Modena fu legata sin dal 1601 da un trattato di protezione. Spicca, in contrasto con la cautela del primo duca di Modena, l’interventismo dell’erede Alfonso, destinato a succedergli per breve tempo, e quello della moglie di lui, Isabella di Savoia.

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