Sabato 19 settembre MODENA
Chiesa di Sant’Agostino ore 20.30
IL DILUVIO UNIVERSALE
DIALOGO À CINQUE VOCI E STRUMENTI (1682)
ORATORIO POSTO IN MUSICA DA MICHELANGELO FALVETTI,
TESTO DI VINCENZO GIATTINI
in occasione del Festivalfilosofia
NOÈ Niccolò Perego
RAD Federica Gasparella
DIO Alberto Peretti
GIUSTIZIA DIVINA Arthur Rigal Gavioli
NATURA HUMANA Bianca Beltrami
MORTE Yui Mochizuki
ACQUA Mariela Flores
ARIA Marina Kerdraon
FUOCO Carlo Prampolini
TERRA Andrea Lagomarsino
VOCI E STRUMENTI – CRESCERE IN MUSICA BAROQUE
Soprani
Federica Gasparella, Mariela Flores, Chiara Muratori,
Bianca Beltrami, Marina Kerdraon, Matilde Leonardi
Alti
Arthur Rigal Gavioli, Yui Mochizuki, Miguel Ulla Berdullas
Tenori
Niccolò Perego, Carlo Prampolini, Andrea Caruso
Bassi
Alberto Peretti, Andrea Lagomarsino, Giacomo Contro
Luiza Labouriau violino primo
Adele Pätz violino secondo
Nataliia Neshmonina viola prima
Ludovica Lanaro viola seconda
Anna Grendene violoncello
Emanuela Guarise violone
Alessandro Gonfiantini arciliuto e chitarra barocca
Sergio Gasparella direzione al cembalo e all’organo
Alberto Allegrezza regista e docente di gestualità storicamente informata
Bernd Niedecken danzatore e coreografo
Martin Knörzer danzatore
MICHELANGELO FALVETTI (1642-1697)
In Cielo
Prologo con Giustizia Divina che invoca i quattro elementi contro l’umanità empia.
In Terra
Dialogo tra Noè, Rad e Dio sulla punizione imminente.
Il Diluvio
Tempesta, grida dell’umanità e trionfo della Morte (con tarantella).
In l’Arca di Noè
Riconciliazione con l’arcobaleno e coro finale di giubilo.
Esempio virtuoso di dialogo barocco, Il Diluvio Universale di Michelangelo Falvetti trasforma la narrazione dell’Antico Testamento in una raffinata rappresentazione allegorica. Sul testo di Vincenzo Giattini, l’azione non coinvolge soltanto Noè, la moglie Rad e la voce di Dio, ma chiama in causa figure simboliche e le forze stesse della natura. La Giustizia Divina convoca i quattro Elementi — Acqua, Aria, Fuoco e Terra — facendone gli esecutori del castigo contro l’umanità corrotta. La partitura restituisce con vigore teatrale la furia del cataclisma, fino all’apparizione della Morte che celebra la sua vittoria su un ritmo incalzante di tarantella. Sarà infine il segno dell’arcobaleno a riportare l’armonia, simboleggiando la riconciliazione tra il Creatore e il cosmo. La produzione, pensata per il Festivalfilosofia, vede l’Ensemble Crescere in Musica Baroque diretto da Sergio Gasparella con la regia e il gesto barocco di Alberto Allegrezza e le coreografie di Bernd Niedecken.
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