LA CATENA D’ADONE – 8 settembre ore 20 – Grandezze & Meraviglie 2019

 

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Domenica 8 settembre, ore 20:00

MODENA

Chiesa di San Carlo

LA CATENA D’ADONE 1626
Favola boschereccia in 5 atti
di DOMENICO MAZZOCCHI
libretto di OTTAVIO TRONSARELLI da GIOVAN BATTISTA MARINO

ADONE Enrico Torre controtenore, APOLLO Roberto Rilievi tenore, FALSIRENA Elena Pinna soprano, IDONIA Giulia Manzini soprano, ORASPE Roberto Rilievi tenore, ARSETE Niccolò Roda basso
PLUTONE Guglielmo Buonsanti basso, VENERE Ilenia Lucci soprano, AMORE Giovanna Gallelli soprano, ECO Angelo Testori tenore, NINFA I Linda Scaramelli soprano, NINFA II Letizia Egaddi soprano, NINFA III Martha Rook soprano, PASTORE I / CICLOPE I Angelo Testori tenore
PASTORE II / CICLOPE II Alfio Fricano tenore, PASTORE III / CICLOPE III Lorenzo Tosi basso
BALLARINI Davide Vecchi, Sara Benvenuti

Cappella Musicale di San Petronio, Michele Vannelli direzione
Preparazione delle voci Gloria Banditelli,
Regia e costumi Alberto Allegrezza
Coreografie Davide Vecchi

In coproduzione con la Fondazione Rocca dei Bentivoglio
In collaborazione con Modena Città del Belcanto

Nel 450° anniversario della nascita di Giovan Battista Marino (1569-1625), il maggior poeta del Seicento italiano, il Festival, in collaborazione con la rassegna Chiese Corti e Cortili, propone l’allestimento di un’opera rara, frutto squisito della prima stagione del teatro musicale. Protagonisti saranno la musica, la parola, i gesti e i costumi e i balli, al centro della magia capace di risuscitare il capolavoro del barocco.

Il protagonista è Adone, il bel cacciatore giovinetto amato da Venere, la dea della Bellezza che a causa sua ingelosisce di Marte. La Favola boschereccia è musicata da Domenico Mazzocchi (1592-1665) e creata a Roma nel 1626. Ottavio Tronsarelli ricava la “sceneggiatura” dai canti XII-XIII dell’Adone di Giovan Battista Marino.
L’opera è un vero capolavoro del barocco, ricca di chiaroscuro, efficacia drammatica, sensualità, grazie a caratteri ben delineati: un vero “teatro degli affetti”. Ai momenti di disperazione, impertinenza, concitazione, erotismo, si aggiungono interventi del doppio coro come nella tragedia antica. La ricchezza strumentale aggiunge colori e sostegno a un’opera unica nel suo genere.
La favola si incentra sulle disavventure del povero Adone, che per sfuggire alla gelosia di Marte, trova riparo in una selva dove però la maga Falsirena tenta di sedurlo e lo incatena catena ricevuta da Vulcano, per trattenerlo a forza. Adone però non accetta le lusinghe riesce a svelare a Plutone il proprio amore per Venere. Falsirena si traveste da Venere e a un certo punto se ne troverà due davanti, ma quella vera riuscirà a farsi riconoscere e punirà Falsirena facendola incatenare ad una roccia. L’opera si conclude con il trionfo dei due innamorati.

 

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